Estate / Summer 2019

La Fondazione Lac o Le Mon, centro per la ricerca e la sperimentazione artistica, anche quest’anno apre le porte per accogliere chi abbia voglia di condividere conoscenze ed esperienze, tempi e desideri, cibi e pratiche, pensieri e luoghi.
La sede della Fondazione, la “Casa Cafausica” dove si svolgeranno le attività, è un suggestivo grande casale dell’inizio del Novecento, di altissima qualità costruttiva, rimasto sostanzialmente integro dal momento della sua edificazione. La Casa è circondata da un ampio parco di circa due ettari con alberi di alto fusto, ulivi e alberi da frutta, ed è affiancata da un hortus conclusus con agrumeto. Casa e parco costituiscono il sito ideale per la creazione di “comunità temporanee” che possano proporre pratiche conoscitive e condividere progetti artistici, e insieme sperimentare forme di vita che non rispondano né alla logica produttivistica né a quella della vacanza, né all’efficientismo né all’inerzia, ma che siano invece basate sulla circolazione di saperi, risorse, attitudini, abilità.
Le caratteristiche del luogo sono tali per cui il periodo di residenza sarà caratterizzato da forme di attenzione e cura verso la casa e verso il parco: siamo infatti convinti dell’importanza di operare un tentativo di integrazione tra conoscenze e pratiche che si stanno scambiando e luoghi che si stanno abitando insieme. La Casa Cafausica è un edificio a quasi integrale auto-sostenibilità energetica: questo rappresenta, per la Fondazione Lac o Le Mon, un punto fondamentale, di grande importanza anche formativa, e quindi un impegno che chiediamo a tutti gli ospiti di condividere con noi, in particolare per quanto riguarda l’uso di acqua ed elettricità.

Qui le condizioni dell’ospitalità e della partecipazione

22–31 maggio
When the garden never ends + il falso bar
A cura di Shervin Kianersi Haghighi e Paola Pietronave
Gruppo di ricerca sul tema del giardino in dialogo con un progetto  sul rapporto tra il giardino e lu cafausu, che prevede l’attivazione di un falso bar al suo interno e il completamento del “falso lu cafausu” iniziato da E. Umbaca e G. Norese nel parco della Casa Cafausica.
Info: shervin.kianersi@gmail.com, paola.pietronave@gmail.com

31 maggio–22 giugno
Art, Life, Struggle in the Epoch of Post-Fascist Fascism
The financial crisis of 2008 and the uprisings that have migrated continents since 2011, most recently emerging in France with the yellow gilets, the neoliberal fantasy of a world of market driven solutions to life has crashed into an existential crisis – revealing also the colonial, classist, racist, patriarchal, authoritarian subterranean underpinnings of its order.
A popular discontent stands at the gates, but what does it want or seek? What forms of life and social relations does aspire to create? And how does it avoid capture by new forms of authoritarianism and fascism?
The ecological degradation and the increasing social inequalities have only made more desperate and disoriented the institutionalized forms of power.  And the educational and cultural institutions, in the age of austerity and economic dependency on the very order which is in crisis, are unable to wish or fight for anything other than the continuation of that order and their own relevance and survival.
And so it is no great surprise that we find ourselves in the desert looking for friends.
Meetings, colloquia, seminars are organized with ever more fascinating themes only to turn the wheels of a cultural machine oblivious to the destruction which it not-so-unwittingly takes part in or momentarily alleviates.
The institutions know only to reproduce themselves not to explore their beyond, their own undoing, their own becoming irrelevant.
Since 2010, an initiative was formed, artistic, philosophical, and political in its aspiration to explore across different geographies, contexts, the relations between life, art and politics. That initiative was a line of flight from another entity, more sedentary and formed in 1999, in New York. Their names are not important here, but the intensity and force of the inquiry and the multiplicities which have animated them is what matters.
There are those that will always try to assign importance to one category of life and remark it as what is real. But experience teaches us that the real is what you make or unmake of it, not what already exists.
This research toward autonomy and non authoritarian and non-capitalist modes of becoming and assembling through feminist, decolonial, anarchist, queer, transversal, communist, imaginaries and insights is at the heart of the art and life we are struggling to create.
It will continue for three weeks at the Casa Cafausica in between May 31 and June 23. For those interested in taking part, proposing a particular inquiry, sharing a research, please write to transversity@andandand.org

24 giugno–3 luglio
Passaggi (seconda edizione) 

A cura di Ilaria Mancia e Cesare Pietroiusti, con Edoardo Lazzari
Il laboratorio, come lo scorso anno, si concentrerà sull’arte performativa nelle sue varie forme, in un confronto aperto fra i vari ambiti e linguaggi, fra l’arte visiva, il teatro, la danza e il suono.
Il luogo, la Casa Cafausica, sede della Fondazione Lac o Le Mon, sarà il punto d’incontro e di passaggio di traiettorie e di esperienze, tracciate da un gruppo di artisti che condivideranno gli spazi della Casa e sperimenteranno, nel vivo delle loro pratiche e conoscenze, cosa può significare l’interazione e la contaminazione tra i diversi linguaggi della performance.
Artisti visivi, coreografi, registi teatrali e drammaturghi saranno chiamati a condividere la discussione, l’analisi  e la messa in scena di alcuni loro progetti, insieme a un gruppo di teorici, invitati come testimoni ad approfondire l’analisi e a documentare i pensieri e le azioni, tracciando una mappa di un possibile nuovo percorso. Come la percezione di noi stessi e del nostro percorso e lavoro può venire “dislocata”, nuovamente percepita, frammentata e ricomposta in modo inaspettato , grazie all’incontro con il luogo e con gli altri è ciò che si desidera affrontare in questo periodo di scambio. Questo esperimento, di vita e lavoro in comune, nasce dalla sentita necessità di delineare tempi e luoghi dove ci si possa concedere al confronto, alla messa in questione  e in discussione del proprio personale percorso artistico, luoghi dove concedersi un tempo adeguato, per indagare il possibile e il quasi-impossibile, un tempo creativo fuori dalla fretta e dalla necessità produttiva.
Info: ilariamancia@gmail.com

5 luglio–19 luglio
Simposio di pittura

A cura di Luigi Presicce, coordinamento di Davide Serpetti
Per il secondo anno, il simposio mira a una convivenza tra quelli che sono i pittori più rappresentativi del nostro paese, quelli nati dagli anni sessanta in poi, quindi una tavola rotonda formata da diverse generazioni disposte al confronto. Il gruppo di partecipanti sarà invogliato non solo a discutere sulla pittura, condividendo gli stessi spazi abitativi, ma anche a cimentarsi con la realizzazione di opere pittoriche, disegni e quant’altro il luogo possa ispirare. Il progetto intende creare una piattaforma di confronto con chi, da diverse generazioni o da giovani promesse, si dedica con convinta fierezza alla pittura.
Info: luigipresicce@gmail.com, davide.serpetti@gmail.com

22 luglio–2 agosto
Prima Materia

a cura di studioconcreto, Francesca Mariano, Anna Homler
Il laboratorio mira ad esplorare la relazione tra respiro, vocalità e movimento, creando un dialogo vivo tra corpo e suono in rapporto con l’architettura e il paesaggio. Caratterizzato da un approccio processuale, cicli di improvvisazione ed esercizi guidati, il laboratorio intende esperire movimento e vocalità nell’incontro tra corpo (sensazioni fisiche), mente (memoria, pensiero, immaginazione) e conoscenza sensibile. In questo contesto, Anna Homler guiderà l’indagine sui diversi e sottili aspetti del suono, incoraggiando l’emersione di un codice linguistico interiore, micro-movimenti e dialoghi cantati capaci di esplorare ciò che viene prima del linguaggio. Il corpo sarà dunque al centro della ricerca di prima materia, base informe primitiva che, simile al caos, è radice di se stessa, intangibile, destinata a rimanere – per definizione – eterno potenziale.
Info: info.studioconcreto@gmail.com, francesca.mariano1@gmail.com

5 –16 agosto
Drammaturgia del quotidiano

A cura di Simona Saggion e Bianca Frasso
La coabitazione all’interno della casa sarà il punto di partenza e insieme il punto di arrivo del laboratorio. I ritmi circadiani che determinano la scansione di una giornata, i bisogni primari da soddisfare, la suddivisione dei compiti, la costruzione di spazi privati in un contesto di coabitazione, la condivisione di momenti e ambienti nel lavoro collettivo, la festa come momento di rottura della routine, la festa che diventa nuova routine: cosa succederebbe se tutto questo fosse minuziosamente osservato, annotato e messo a copione? Cosa ciascuno di noi farebbe del suo corpo, dei suoi movimenti e dei suoi gesti, se potesse per un giorno scrivere la drammaturgia del proprio quotidiano?
Nei dieci giorni di laboratorio, attraverso esercizi di matrice teatrale e performativa, momenti di lettura, discussione, scrittura e composizione, insieme ai suggerimenti di azione e ricerca portati dai partecipanti, si camminerà sul confine tra la dimensione distratta e irriflessa dell’agito quotidiano e quella estetica, estremamente consapevole, della creazione artistica. A partire da ciò che saremo e avremo – dal nostro quotidiano abitare quel luogo – sperimenteremo le pratiche, le tecniche e gli atteggiamenti che fanno sì che il passaggio di trasformazione avvenga: esse coincidono tanto con l’allenamento dell’attore che si prepara alla scena, quanto con quello dell’artista che si prepara alla creazione. La dimensione ibrida in cui ci verremo a trovare sarà allora un territorio fertile di nuove scoperte sui nostri gesti, la nostra voce, sull’uso che facciamo dello spazio, sul nostro modo di guardarlo, sul modo in cui portiamo il nostro corpo, quello in cui ci facciamo portare da esso. Il laboratorio si pone come obiettivo l’elaborazione di una vera e propria drammaturgia del quotidiano del gruppo nella casa, che sarà performata l’ultimo giorno, nelle modalità scelte dalla regia collettiva.
Info e candidature: drammaturgiadelquotidiano@gmail.com

19–25 agosto
Estetica dell’Impercepibile, 2019

A cura di Emilio Fantin
Dopo le esperienze del 2017 sul rapporto tra ragione e intuizione e del 2018 sul tema dell’ascolto, continua l’indagine delle forme estetiche del terzo millennio. Due incontri che possono essere frequentati anche singolarmente.

Prima parte 19, 20, 21 agosto 2019
Immaginazione
Lunedì 19
Ognuno è invitato a presentarsi attraverso qualcosa che lo rappresenti. Ogni mezzo reale o immaginario, materiale o immateriale può essere preso in considerazione, lasciato al suo stato, manipolato o “tratto” da altri e posto all’attenzione di tutti: oggetti di affezione, objets trouvés, testi, formule, equazioni, poemi, dipinti, foto, e performance: danza, canto, suono, musica.
Martedì 20
Il processo di illuminazione nel mondo fisico e nel mondo interiore.
Mercoledì 21
La materia come condensazione di sostanza nella forma.
L’immaginazione come processo dinamico di costruzione di forme.

giovedì 22 giornata libera

Seconda parte 23, 24, 25 agosto 2019
Venerdì 23
Discussione, ideazione e realizzazione di opere “non percepibili”.
Sabato 24
Realizzazione di apparati e installazioni per un’esperienza estetica delle immagini interiori.
Questo è lo spazio dove il “fare” diventa strumento per affinare la nostra capacità immaginativa e la sensibilità intuitiva.
Domenica 25
Intuizione (evento pubblico)
La parola “aesthetica” ha origine dalla parola greca ασθησις, “sensazione”, e dal verbo ασθάνομαι, che significa “percepire attraverso la mediazione del senso”. Originariamente l’estetica infatti non è una parte a sé stante della filosofia, ma l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi. Il suffisso “es” indica che si tratta di qualcosa che si manifesta, che appare nella realtà esteriore: ha senso parlare di estetica del mondo interiore? È possibile applicare le categorie estetiche utilizzate per la percezione sensoriale alle visioni e alle immagini interiori?
Questi workshop prevedono una quota di partecipazione.
Info: fantinemilio@gmail.com

26–30 agosto
Open platform for discussion and research on “Silence/Stillness”

A cura di Arianna Fantin e Daniela Sellen
Silenzio e immobilità saranno visti dalle differenti prospettive che sono implicate dall’esperienza della quotidianità, della vita in comune nella Fondazione Lac o Le Mon e dell’ambiente del Salento, così come delle relazioni sociali nelle metropoli europee. Riflettere, agire, leggere, osservare, ascoltare, camminare, nuotare, mangiare, dormire – tutto ruota intorno al silenzio e all’immobilità. Non intendiamo proporre un programma pre-definito e ci aspettiamo che i partecipanti contribuiscano con proprie riflessioni, con testi, film e ogni altra forma di stimolo. Ci auguriamo si formi una piattaforma aperta, di un gruppo di persone con provenienze e retroterra culturali diversificati.
Info: ariannafantin@gmail.com

2–8 settembre
Indicibile 

A cura di Quello Nudo
Rilievi, indagini, sondaggi, carotaggi e studi preliminari per un piano patapaesistico di San Cesario attraverso stati non ordinari di coscienza.
Info: iacoposeri@gmail.com, roorco@gmail.com

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