la fondazione

The Fondazione Lac o Le Mon was established in late 2015 by artists Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti and Luigi Presicce who, since 2006, have been working collectively as Lu Cafausu. The collective has been active in different contexts both in Italy and abroad, through performances, exhibitions and other actions. In 2010, Lu Cafausu created and celebrated “La Festa dei vivi (che riflettono sulla morte)” / “The Celebration of the Living (who reflect upon death)”.

Soon after its creation, the Fondazione Lac o Le Mon acquired a wonderful old building with a large piece of land located on the border between San Cesario di Lecce and Cavallino (in the South-East of Italy), which they renamed the Casa Cafausica (The Cafausic House). Today, this site is the headquarters of an experimental center for the arts, based on self-led education and the following principles.

a) The workshop model
Activities within the Fondazione take place primarily as workshops, featuring readings, theoretical and project-oriented discussions, where knowledge and new ideas are exchanged, and where all participants’ attitudes and proposals are elaborated and made use of collectively.

b) The community-oriented experience
The Fondazione offers participants the option of living on site and making collective decisions on how to share spaces, time, resources, practices, dreams and visions. This is firmly rooted in a belief in the possibility of conceiving and experiencing forms of living and of independent communities based on sharing, rather than individualism and competition. To this end, the Fondazione promotes the attribution of value to what is already there, rather than a consumerist search for the ‘new’. It seeks to foster forms of knowledge built together and the spiritual richness that each individual can offer others, rather than celebrating personal successes as measured by one’s economic status or media coverage.

c) Practical and experiential knowledge related to the Casa
The Casa Cafausica’s architecture and landscape are such that, in addition to seminars, workshops, events and meetings, residencies inevitably involve forms of attention, collaborative practices and sensitivity towards the attributes and the needs of the Casa. In other words, we always aim to bring together the language of knowledge-production or artistic research with the place which participants are actually inhabiting. The Casa Cafausica is a place that is dedicated to achieving its self-sustainability from the point of view of energy consumption, as well as a “zero-waste” operation and biodynamic principles applied to its land.

d) Multiplicity and trans-disciplinarity
In such a context, the figure of the artist is that of a social agent who, rather than accepting a pre-determined role as belonging to a specific discipline, constantly questions roles and disciplines themselves, and who makes of this questioning a main aspect for artistic research. The Fondazione promotes all forms of relation and collaboration among artists from different fields, including visual art, dance, theatre, music and so forth, as well as between artists and professionals from different fields, who will be invited to explore the margins of their own usual activity with the aim of unveiling unexpected possibilities.

We believe that the Casa Cafausica can become a place in which both different passions and passionate differences are welcome and experienced together. The structure itself of the house, its dimensions and layout, the relationship between inside and outside spaces allows, as if by magic, for unexpected forms of cohabitation, of collaborative projects, of osmotic movements between disciplines, ways of knowings and competences.

Casa Cafausica
One of the most important missions of the Fondazione is to operate in a fully self-sustainable energy and “zero waste” manner. Fresh water is sourced from a fresh water table 55m below ground level; electricity is provided by a a system of solar panels; wastewater is treated by a plant-based sewage system facility, a technique that reproduces natural treatment processes in a controlled environment. Water and electricity is therefore, by necessity, used sparingly.
Further, the biodynamic vegetable garden will, in time, provide all the food necessary to the Casa Cafausica.
The Fondazione will be able to offer to all its guests a basic form of hospitality and the use of the house’s main facilities (such as shared kitchen and bathrooms, electricity, water). We will provide a limited number of mats and camp beds. With the exception of tables and chairs, the house is not furnished. For those who would like to bring their own camping equipment, it is possible to pitch a tent in the park around the house. We recommend that you bring your own towels, sheets and sleeping bag.

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La Fondazione Lac o Le Mon nasce nel 2015 per iniziativa degli artisti Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce che, a partire dal 2006, con il nome collettivo di Lu Cafausu, hanno organizzato performance, mostre e azioni eterodosse in diversi contesti, in Italia e altrove, e che celebrano tutti gli anni, a partire dal 2010, la “Festa dei Vivi (che riflettono sulla morte)”.

Subito dopo la sua creazione la Fondazione ha acquisito un meraviglioso immobile con più di un ettaro e mezzo di terreno, situato sul confine fra il comune di San Cesario di Lecce e quello di Cavallino: la Casa Cafausica. Questa casa è la sede di un centro di sperimentazione e formazione artistica, basato sui seguenti principi di base.

a) Modello laboratoriale
Le attività sono improntate al modello laboratoriale basato su letture, discussioni teoriche e progettuali; un modello in cui il sapere e le nuove idee sono scambiate secondo una modalità circolare, di accoglimento ed elaborazione collettiva delle attitudini e delle proposte dei partecipanti. In tal modo il gruppo di lavoro può giungere a progetti in cui l’aspetto di condivisione diventi più importante dell’autorialità individuale.

Si stanno creando delle vere e proprie “comunità di indagine” che, individuato un quesito e/o un tema di investigazione, si possono muovere sia allo scopo di ricercare e attuare una soluzione pratica ovvero una produzione (seppure paradossale o non-funzionale), sia anche, utilizzando letture, tecniche, sperimentazioni e visioni, mettere in discussione il tema stesso dell’indagine e quindi liberarsi da ogni finalità.

b) Esperienza comunitaria
Invece di aderire alle modalità tradizionali dell’insegnamento accademico-universitario, che tendono a separare il luogo (l’aula universitaria) e il tempo (l’ora di lezione), dai luoghi e dai tempi della vita (dormire, preparare il cibo e nutrirsi, divertirsi, giocare con i bambini, conversare, oziare ecc.), la Fondazione intende offrire ai partecipanti ai vari laboratori e seminari la possibilità di risiedere in loco e di decidere con gli altri come condividere spazi, tempi, risorse, pratiche, sogni e meditazioni. Riteniamo infatti che esista la possibilità di concepire e sperimentare forme di esistenza e “comunità indipendenti” che siano basate sulla condivisione invece che sulla individualità competitiva, sulla valorizzazione dell’esistente invece che sulla domanda consumistica del “nuovo”, sulla conoscenza da costruire insieme e sullo spessore spirituale offerto da ciascuno invece che sul successo misurato dall’esposizione mediatica.

c) Valorizzazione pratica e conoscitiva della Casa Cafausica
Le qualità architettoniche, estetiche e paesaggistiche della sede della Fondazione sono tali per cui il periodo di residenza in loco, indipendentemente dal tipo di attività che ciascun partecipante svolge (nei laboratori, nei seminari, negli eventi o come semplice ospite) è comunque legato a forme di attenzione, di intervento collaborativo e di partecipazione consapevole alle caratteristiche e alle esigenze della “Casa”, in un tentativo di integrazione fra saperi che si stanno esplorando e luoghi che si stanno abitando. Grande considerazione viene data al tema dell’autosostenibilità energetica e della opzione “zero scarti”.

d) Molteplicità di approcci e ottica trans-disciplinare
L’idea di “artista” in questo contesto è proposta come quella di una figura sociale e spirituale che, non accontentandosi di un ruolo precostituito e di un’appartenenza disciplinare definita, cerca costantemente di mettere in discussione ruoli e discipline e fa, di questa interrogazione, uno degli scopi e delle pratiche della sua ricerca.
Per poter far ciò la Fondazione promuove il confronto diretto e la collaborazione fra artisti appartenenti a diversi settori (arti visive, musica, teatro, danza ecc.), nonché fra artisti e specialisti di altri ambiti professionali, a cui propone di esplorare i rispettivi campi di indagine, considerandone in particolare i margini e le inedite possibilità rispetto a quelli abitualmente riconosciuti e praticati.

Crediamo che la Casa Cafausica possa essere un luogo in cui si accolgano, si abitino, si parlino e si pratichino tanto le passioni quanto le differenze, e che la struttura stessa della casa, le sue dimensioni, le sue forme e i suoi rapporti (fra i vari spazi, fra l’interno e l’esterno) consentiranno, quasi magicamente, forme inaspettate di coabitazione e compresenza, di collaborazione progettuale e di osmosi fra le discipline, le conoscenze, le competenze.

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